Pussycut

La diversità di noi donne anche nel giardinaggio pub(bl)ico

Copertina Pussycut – Caroline Selmes

In questi giorni, ho avuto modo di trovare un amico che non vedevo ormai da tanto.
Così, come capita in questi casi, in cui il tempo trascorso è tantissimo, ci siamo seduti fuori da un bar e abbiamo parlato come fiumi in piena per tutto il pomeriggio.


Il mio amico, davanti al suo caffè, raccontandomi con chi avesse trascorso una giornata in montagna diversi mesi fa, mi ha colto alla sprovvista con una battuta. Per descrivermi la nuova compagna del mio ex, ha ironizzato, chiamandola: “la tua nemica“.
La mia intenzione è ben lontana dal voler mettere pesantezza in qualcosa che in realtà era solo un modo ilare per dimostrarmi la sua complicità, ma mi ha dato modo di riflettere.
Quanto ormai si dia per scontato che una donna possa mal tollerare un’altra donna, per non parlare di qualcuna entrata a far parte della vita di un ex.

Ho ripensato al mito di Clizia e Apollo.
La ninfa sedotta e abbandonata dal Dio del sole per un’altra donna, Leucotoe.
Clizia ingelosita e ferita, riferì tutto al padre della rivale che accecato dalla rabbia seppellì viva sua figlia.
L’amato, colto da una tremenda disperazione, cosparse il terreno dove fu sepolta la ragazza di un nettare profumato dalla quale poi, nacque la pianta d’incenso.
Lei, finì ripudiata da Apollo, e non solo non risolse comunque nulla perché rimase il fatto che lui continuò a non amarla, ma il suo amato continuò ad amare l’altra.

Così Clizia trascorse il resto dei suoi giorni seduta per terra, nutrendosi solo di brina e lacrime, osservando il Dio ogni giorno mentre conduceva il carro del Sole.
Consumata dall’amore, deperita, si trasformò in un fiore, che cambia inclinazione durante il giorno secondo lo spostamento dell’astro nel cielo, il girasole.

Apollo (Sol) e Leucotoe nel dipinto dell’artista francese Antoine Boizot (1702-1782) conservato presso il Musée des Beaux-Arts di Tours

Io amo le donne
Le amo tutte.
Ho la fortuna di averne accanto tantissime. Tutte diverse da me, e tutte diverse tra loro.

Ho la possibilità di ricevere da ciascuna sempre qualcosa di nuovo, ma soprattutto di bellissimo. Non faccio parte di quella schiera di donne che idolatra il mondo degli uomini, di quelle che simula il comportamento maschile, per vantare un’apparente carette forte o perché lo reputato più semplice o più alla mano..
Fingere di avere le palle imitando gli atteggiamenti di chi le palle le ha per conformazione fisica, mi ha sempre riportato alla mente le recite scolastiche in cui la compagna di classe con gli occhi azzurri interpretava, a mani basse, la MADONNA e per tutto il periodo natalizio si atteggiava manco avesse ricevuto la chiamata di DIO.

Non faccio neppure parte di quelle che pensa che un’altra donna nella stanza possa oscurarla.
Con questo non dico che una donna non possa mai essere una stronza, ma sicuramente non perché donna, tantomeno perché la nuova fidanzata di un ex.

Ringrazio l’allineamento dei pianeti e dell’universo per essere nata Donna. Ma soprattutto per essere una donna che ama le donne.

Non sarò mai come Clizia, non affonderò mai radici d’odio e gelosia nel terreno che mi manterranno ferma. Punizione peggiore per una come me non potrebbe esistere.
Che io possa essere sempre e per sempre come Leucotoe, con la forza di perdonare e librarmi in aria come incenso e non sprofondare nelle viscere del terreno le mie radici.

Mi sono ricordata di avere nella mia libreria un libro illustrato molto simpatico Pussycut – Manuale di giardinaggio pub(bl)ico di Caroline Selmes, un’analisi semiseria sulle tendenze della depilazione intima femminile, che mette in risalto quanto noi donne possiamo essere tutte diverse, anche nella decisione di come depilare il nostro giardino segreto.

Che cosa si nasconde nel vostro giardino privato?
La pista di atterraggio o il bicchiere da Martini, la cresta del mohicano o il francobollo?

Caroline Salmes-

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