Mappe

Un atlante per viaggiare nei ricordi

copertina mappe atlante per viaggiare tra terra,mari e culture del mondo
Copertina – Mappe un atlante per viaggiare tra terra, mari e culture del mondo – Aleksandra Mizielinkska e Daniel Mizielinski

Oggi mi sono svegliata all’alba.

Sto sfogliando “Mappe un atlante per viaggiare tra terra, mari e culture del mondo” di Aleksandra Mizielinska e Daniel Mizielinski, un atlante illustrato dallo stile retrò, ogni nazione é minuziosamente descritta attraverso tantissimi disegni e curiosità, ideale per catturare l’attenzione dei più piccoli e per far sognare i più grandi. Soprattutto a chi manca viaggiare, come me.
Grazie all’affascinante varietà di informazioni si è aggiudicato il premio Andersen per il miglior libro di divulgazione nel 2013.

Pagina Australia -Mappe un atlante per viaggiare tra terra, mari e culture del mondo-

Essendomi svegliata molto presto, ho avuto modo di scoprire una cosa di Fabio che ancora non conoscevo. Ha posticipato tre volte la sveglia prima che decidesse che la quarta fosse quella giusta per alzarsi dal letto e cominciare la giornata.
Non sapevo di questa cosa, del fatto che preferisse un risveglio lento ma disturbato.
Se c’è una cosa che io odio è lasciarmi inglobare dal letto, infatti alla prima sveglia, impostata sempre per l’ultimo minuto, mi alzo immediatamente già carica.

È strano pensare che abbia scoperto questa cosa nonostante sia già il secondo lock-down che passo in casa con lui, mi fa ridere scoprire cose nuove delle persone che ho accanto, perché mi dimostra quanto siamo imprevedibili noi esseri umani.

Alla fine lui è uscito di corsa quindici minuti prima dell’inizio del turno, il tempo necessario per fare i pochi km che lo separano dal suo posto di lavoro.

Io sono salita in cucina ed ho spalancato le ante della portafinestra che da sul balcone, dopo essermi fatta la mia solita tazzona di latte macchiato mi sono seduta sul divano e mi son goduta la mia prima alba dopo quanto? Un secolo?

Il cinguettio degli uccellini, le poche luci accese nelle case dei vicini, e vedere le solite persiane questa volta chiuse nel silenzio, mi hanno sorpreso con un’inaspettata felicità che è esplosa in una risata e poi in commozione.

Era da tanto anche che non mi commuovessi così all’improvviso, prima capitava più spesso.
Ma questo periodo è un tempo che passa troppo lento e su di me sembra che stia fagocitando e strozzando diversi aspetti positivi, che mi mancano.

Rivedere l’alba mi ha riportato alla mente i viaggi in pullman con mia nonna, partivamo da Milano quando ancora non era calata la sera, quanti anni e quanti viaggi passati insieme. Dai primi in cui passavo tutto il tragitto accovacciata sul sedile con la testa poggiata sulle sue ginocchia, a quelli da adolescente, nervosa perchè reputavo tutto quel tempo perso in quel lungo tragitto in pullman. Lo passavo con le braccia conserte, i piedi sul sedile e le cuffie nelle orecchie.
Mi accorgevo di essere vicina a destinazione quando sentivo cantare gli uccellini, il cielo iniziava a schiarirsi diventando rosa e si iniziava a sentire il sole caldo battere contro il finestrino che scaldava di più il corpo rispetto a quello a cui ero abituata.

Nonna faceva sempre la stessa cosa, arrivata al solito punto un paio di tornanti prima dell’ingresso in paese, prendeva la borsa poggiata tra i suoi piedi, e tirava fuori dal taschino interno una caramella alla menta con la carta trasparente e le scritte verde acqua.
Non chiedeva mai se ne volessi una, conosceva bene i miei gusti.

Chissà poi perché l’alba di oggi mi ha riportato alla mente albe così lontane nel tempo.
Quanti viaggi in pullman senza nonna ho rifatto, quante ne ho viste in posti diversi del pianeta, quante volte fuori da un locale o più semplicemente seduta sul muretto al sagrato della chiesa con gli amici che chissà poi, cosa ci raccontavamo per far passare le ore senza accorgerci che stesse nascendo un nuovo giorno.

Ma accolgo questo pensiero, senza analizzarlo, lo ascolto semplicemente questa volta.
Posso aver girato il mondo, ma ritorno sempre alle mie radici, proprio come fanno gli uccelli migratori, tornano sempre a casa perché lo reputano un luogo sicuro.

Ieri nel pomeriggio ho visto una rondine poggiata tra le travi del tetto. Anche loro sono tornate a casa.

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